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2月12日 tante cose da raccontare e nessun volontario disposto a farlo al posto mioLa scorsa settimana è stata molto intensa, piena di sorrisi, novità belle e brutte, scherzi per il carnevale e cose buone da mangiare... :)
Eppure non sono riuscita a convincere nessuno dei volontari a scrivere qualcosa a questo proposito al posto mio. E quindi rieccomi qui a raccontarvi...
* della nostra mattinata in giro e del cappotto e delle scarpe nuove di Diego (stranamente sopravvissute fino ad oggi)
* di Eva che quando fa il pedicure a Diego si sopporta di più :)
* dei nostri sederi bagnati a tradimento dalla "nana malefica" come assaggino di Carnevale
* dello scherzo della Matricola che ha fatto uscire i ragazzi alle 9.40 (mai successo in due anni) e di noi che ce li siamo portati in giro all'insaputa di zia Orsola che è venuta a cercarci in O.P.G.
* della ricetta delle "chiacchiere" di "Zia Orsola" realizzate da Imma e di quante ne ho mangiante
* per non parlare delle polpette e del mal di stomaco dopo pranzo
* della Sindrome de la Tourette che mi causa una mancanza di filtri tra i pensieri e le parole
* della nutella e della Sindrome de La Toilette di Antonio
* di Pietro che parte per sei mesi e "mamma Orsola" che si dispiace
* e di Adriano, il fratello di Alberto, che è andato a vivere su una stella
* e dell'agenda della nana malefica scomparsa per due giorni
* e della crema idratante sparita e poi ritrovata nella scatola dei formaggi in frigorifero
* e della scorza di parmigiano ritrovata nella tasca del giubbino di Orsola
* e dello scherzo a Tiziana col controscherzo ad Orsola che è così malefica da non avere sensi di colpa
* e della prima volta che Tiziana si è rivelata utile da quand'è con noi :)
* e della mia amica/sorella Giusi che è diventata parte della nostra famiglia
* e di Antonio scambiato ancora una volta per un internato dell'OPG
* e delle lettere d'amore per San Valentino
* e dell'amore "folle" che sta nascendo
...e di ogni istante che al Ponte diventa "storia", inscrivendosi nelle pieghe del cuore...
Alessandra 12月21日 vincitori e... vin...citori!Settimana di regali e premi.
Regali per tutti: volontari, volontari del servizio civile, responsabile della casa, responsabile del progetto, giudice di sorveglianza, psichiatra, Vescovo...
Regali sotto l'albero per i nostri "ragazzi": sigarette, calzini e... tutti dal barbiere! Non solo: il ricavato della vendita è stato suddiviso tra Franco, Diego, Alberto, Manrico ed, ovviamente, Giovanni (perchè, anche se non fa più parte del nostro progetto, ha contribuito alla realizzazione dei prodotti venduti).
Ringrazio, quindi, quanti con la loro generosità hanno contribuito a donare un Natale meno grigio ai nostri ragazzi.
Oggi, inoltre, è avvenuta l'estrazione della nostra riffa... AND THE WINNERS ARE:
1° PREMIO: PIATTO RENATO (uno splendido presepe realizzato dai nostri ragazzi con pastori di San gregorio Armeno
2° PREMIO: DAMIANO MARIANGELA (un oggetto decorato con la tecnica del decoupage a scelta tra quelli realizzati dai ragazzi).
A chiusura dell'attività, sento di dover dedicare un pensiero a quanti condividono con me questa storia.
Il mio primo pensiero va ai "ragazzi": a Franco, Diego, Alberto, Manrico e tutti gli altri ricoverati dell'O.P.G. auguro di cuore che questo possa essere il loro ultimo Natale trascorso in O.P.G. ma, soprattutto, che la vita riservi loro il calore di una casa, l'affetto di una "famiglia" (qualunque essa sia), una mano amica tesa verso loro quando più ne avranno bisogno e la giusta compensazione delle loro sofferenze. A Giovanni, in particolare, auguro di trovare in sè la passione e il coraggio per ricominciare una vita più bella di quella che ha interrotto 5 anni fa, al suo ingresso in O.P.G.
A Franco e Pina, per la loro semplicità e tenerezza, per il loro saper camminare insieme, mano nella mano, senza ripiegarsi su se stessi ma poggiando il loro sguardo su chi ne ha più bisogno...
A Orsola, per il suo entusiasmo, per il suo saper guardare il mondo con incanto, per il suo sapersi indignare di fronte alle ingiustizie... A Clementina, per la sua tenacia e sensibilità, per il suo saper accogliere la sofferenza di chiunque incroci il suo cammino ed offrire, sempre, il suo conforto e la sua disponibilità...
Ai volontari e a quanti dedicano al Ponte il loro tempo, i loro pensieri, il loro sguardo...
GRAZIE!
A tutti voi che seguite la nostra storia, il Ponte augura con affetto tutto ciò che il vostro cuore desidera.
Alessandra
12月5日 lavoriamo... come matti!...fervono i preparativi per la vendita dell'8 dicembre!
Ghirlande da impacchettare, listini da scrivere, capolavori da terminare, premi per la "riffa" da decidere, foto da incorniciare...
e tra tutte queste cose da fare, stiamo diventando pazzi!
La nostra nana malefica dirige i lavori con diplomazia (dialogo tipo: Orsola: "è carina... però cambierei questo ciuffettino, metterei quella pigna più giù, sposterei questo fiore a destra e cambierei il colore di quel nastro", Imma: "meno male che era carina!"), qualcuno brontola definendo la nostra attività "passiva" e comincia a sclerare (però a Natale siamo tutti più buoni e, quindi, gli omicidi ce li conserviamo per il 7 gennaio), qualcuno dice "non lo so fare" e poi gli vengono fuori capolavori (ma non è che per caso non lo VOLEVI fare?), qualcuno fa da copridivano (non sia mai che la poltrona muoia di solitudine!) e qualcun altro con le mani in tasca cerca di tenersi su i calzoni (ndA: i ricoverati dell'OPG non possono utilizzare le cinture)...
Per fortuna, però, sembra che i lavori procedano per il meglio; l'8 dicembre è, ormai, alle porte e noi confidiamo nella generosità di quanti vogliano sostenere la nostra storia.
A proposito, diffondete la notizia: 8 Dicembre alle ore 9.30, via Roma (angolo P.zza Municipio) - Aversa (CE).
Vi aspettiamo numerosi.
PS: Presto online le foto dei nostri capolavori.
Alessandra 11月30日 Benvenuti nella nostra casa.Forse non è proprio giusto che sia io, una delle ultime arrivate ed, istantaneamente, "adottate" dalla famiglia "Il Ponte" a dire chi siamo, cosa facciamo... insomma a raccontarvi la semplice e complicata storia del nostro progetto. Dico "nostro" perchè quando metti piede per la prima volta al numero civico 7 di Via del Castello ad Aversa, diventi parte di una famiglia, di una storia.
Una storia, come dicevo, semplice e complicata. "Semplice" perchè fatta d'amore, un amore senza cuoricini nei diari e senza vere al dito: un amore grande ed incondizionato verso chi si trova ad attraversare una delle storie più drammatiche dell'esperienza umana. E qui veniamo alla "complessità" della nostra storia, una storia fatta di battaglie che si trasformano, a volte, in grandi vittorie ed, a volte, in grandi disfatte. Battaglie contro le Istituzioni, a volte, cieche... e contro i pregiudizi, che ciechi lo sono sempre... ma anche contro chi fa finta che non esistiamo e che non esistano nemmeno i nostri ospiti...
Già, chi sono i nostri ospiti? quelli che qualcuno chiama "i pazzi" o "gli ultimi degli ultimi", persone che hanno, in qualche caso, commesso gravi errori, ma deterivati da storie drammatiche di abbandono e malattia psichiatrica; persone che, molto più spesso, hanno semplicemente fatto "una sciocchezza" che ad una persona normale avrebbe potuto causare il disagio di una multa, un verbale... ma che, nel caso, di un paziente psichiatrico ne può determinare il ricovero in un Ospedale Psichiatrico Giudiziario.
"Ricovero" è una parola grossa, perchè l'OPG non è una beauty-farm; piuttosto è quello che da noi chiamano "manicomio criminale": un carcere ed un ospedale insieme, eppure nessuno dei due!
Quando entri per la prima volta in un OPG, vedi la "disperazione": è lì nei volti, nelle sbarre delle "stanze" (perchè allora non chiamarle celle?!?), persino nei gattini che gironzolano per la splendida "area verde", un'immensa area in cui è stata ricreata una sorta di piccola fattoria... eppure non ha niente di fiabesco! Sarà per i muri di cinta, per il grigio del cielo, per...
...sarà che lì ti senti prigioniero anche tu, dei tuoi fantasmi, di quelli di questa sporca società che dimentica i suoi figli più "piccoli", più fragili...
Ciò che facciamo noi è sicuramente poco, ma almeno è un "fare", un "non-restare a guardare", un "non-far finta di niente". Ciò che noi offriamo ad alcuni degli internati dell'OPG, a fine pena e, quindi, prossimi (almeno teoricamente) al reinserimento nella società, è solo qualcosa di assolutamente scontato nelle nostre vite: una casa! Non una cella, nè una stanza (se proprio vogliamo edulcorarci la vita!): solo una casa!
E nella "nostra" casa Franco, Alberto, Diego e Manrico (ma anche Gianluigi e Giovanni che sono stati con noi per un po') possono riavvicinarsi a delle abitudini che la bruttura dell'istituzionalizzazione ha deteriorato in loro: cucinare, farsi la doccia, avere cura dei loro spazi, dei loro interessi, stabilire rapporti umani, insomma, VIVERE!
Chi siamo noi?
Il nostro "grande" capo (grande si fa per dire: in realtà è una nana malefica che vive sotto un bonsai) è Orsola, un quarto di femmina che però riesce a tenere le redini di una banda di matti (e per matti mi riferisco ai volontari!).
Poi ci sono le Volontarie del Servizio Civile: attualmente, Rosaria (ma anche lei è a fine pena e tra un po' terminerà il suo anno di servizio, pur continuando a far parte della nostra storia), Imma (famosa per le sue melanzane a funghetto e, soprattutto per il suo "Uèèè") ed io (ndA: Alessandra, detta baobab).
E via con una schiera di volontari che, come i munacielli della tradizione partenopea, "andrasatt c'accumparn" (traduzione per i triestini: all'improvviso sbucano fuori!): Mariangela, Mara, Eva, Pietro, Antonio, Tiziana (anche lei del servizio civile, ma per un altro un altro progetto) e... se mi sono dimenticata qualcuno lunedì mi fucileranno!
E poi c'è il Grandissimo Capo, nonchè responsabile del progetto, Pina, il suo consorte Franco e la nostra cara Clementina, ex dipendente dell'OPG in pensione che, volontariamente, continua ad occuparsi delle pratiche pensionistiche dei ricoverati (e, garantiamo, è un'impresa!).
Queste e tante altre cose fanno parte della nostra storia; restate con noi e la conoscerete, giorno dopo giorno.
Alessandra |
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